Vittima

Perchè mi sussurri all’orecchio, vittima
C’è la mietitrice che incombe?
Non l’avevi vista con la sua testa dorata mentre tu la sceglievi, mentre lei sceglieva te?

Si specchiava nei bicchieri
O aggrottava la fronte nelle bustine
Saliva e scendeva, e poi?

Strade strette da cui non si può scappare
E tu ridevi del fato, forse era un gioco
Un affanno o qualcosa che doveva andare così,

Ricordi quando ridevi degli altri, altri che ora piangono
E giocano al crescere, a te è stato negato,
E non so che altro, forse eri colpevole di innocenza sulla strada che apprezza lo sbaglio,

Ricordi quando sceglievi e quando ti comportavi da puttana
Non eri tu, eppure la mietitrice stava parlando già con il signor tempo
E avrebbe tolto e non dato; lei non da mai,

Compravi giochi di stelle, stelle prive, comunque stelle
Dicevi…
Lo sbaglio era già contemplato,

Sento la presenza di camici bianchi, camici che non guardano molto
Hanno già visto…
E poi tu non c’eri,

Non permetto che demoni si avvicinino al tuo cuore
Avevi a che fare con l’uomo prima, cosa credono
Poi gli angeli rifiutano di scendere dai lampioni,

Lampioni su cui sono appollaiati
Qualche penna cade per le mie sassate
Qualche parola è messa a tacere,

Questo, di sette, è il più gradito giorno…