Turbamento

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Ciao mondo, mi stò distruggendo
per viverti, tu predatore a volte osceno
vicino ai miei silenzi
mi turbi
dove mi vuoi portare con le tue larghe braccia
non importa a nessuno di te
non importa a nessuno di me

vai oltre quegli strani odii, te lo ordino, ma è
come parlare a me stesso

o’ mio turbamento
dove sei, non ti riconosco, sei diventato così assurdo
in questa città

città che è paese, città che è mondo
città che vai via dai miei lamenti senza tendermi la mano
mondo, mondo
tu che vai oltre l’infinito

perché definisci il silenzio
perché ne sei così sazio, e perché gridi
tra Caino e Abele e qualcuno di passaggio
perché sei me
ed è tanto che ti aspetto,

tu vicino al mio rifiuto
tu che mi dai coraggio
tu che sei sempre stato e sempre sarai
tu che oltre oltre oltre sei il mondo.

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