Terre inquietanti

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In queste terre divento cieco
tutto ciò che conosco va via o è andato già
tu mi promettesti il mondo, madre di tutte le madri
parli di un’ occidente in rovina
parli del mondo privo
parli della tristezza
dormo a occhi aperti, dove dovrei andare?
Vorrei che le lacrime cadessero per virtù
palazzo privo
cattiveria reale
cresciuta
nelle aule o nella solitudine di appartamenti
tu, mondo in rovina
lo sai, mi chiedono perché sono triste
autoironia, rispondono
perché viaggi scheletro, perché viaggi ancora
è per tormentarmi?
Troppa voglia di vivere fregia le tue ossa
e io non conosco la direzione
bello il tuo spolverino mentre piove
mentre una nave salpa e porta parole per tutti
nel mondo un sussurro, poi terre giuste, uomini giusti
mi piace pensarlo ancora.

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