Sapete, da bambino mi accontentavo
dei pezzi di legno che con gioia inchiodavo
per costruire qualcosa
un’infanzia giocattolo in cui il morto
al massimo cambiava gioco
sarei lieto che fosse ancora così
ora l’essere adulto
il bambino tra i flutti
cambiare direzione e non trovare mai quella giusta
ridere degli errori e lasciare che succeda
piangere, e a volte è come un travolgente errore
da cui non ti riprendi
e non sai del vento…
e non sai del cuore…
Segretamente a volte scappo sulla mia casa tra le stelle
di cui non ho un preciso indirizzo
da lassù mando lettere segrete di pace
e spero che l’aeroplano di carta che ho regalato
a un bambino lo porti lontano
lontano dalle guerre dalle stragi e dalla tristezza
e che anche lui mandi lettere dalle stelle e siano più belle delle mie
e che siano sempre lettere di pace e serenità
come stelle che bruciano
come sogni che non muoiono
da lassù, da quaggiù, per sempre…


