Sgomento

Le mie tristezze segmentavano i palazzi stasera
come serpenti si attorcigliavano al cemento
e poi morivano per il freddo…

È sera, e tutto ricomincia a disfarsi
assieme ai miei sogni di tempesta
fuori c’è un mostro ad attendermi…lo so

ogni verso è dolore
un dolore che tu non credi più che esista in me
eppure lo riconosci quando mi guardi in viso,

accompagno segreti fantasmi alla corte
dell’inesistenza; tutto c’è ma non si vede
segreti sgomenti, ora li conosco,

potrei chiamarli per nome, ma preferisco
scappare in cimiteri, forzare le bare
quell’amore anche per me…non credi?

Il fiato mi manca per distruggere ancora, ma ho un sussurro
un sussurro da ricchi
un gioco di morte che la madre adora,

curvati e osceni continuiamo per andare dove
qualcuno risponderebbe “la strada”
ma quel qualcuno non risponde più,

luce, amica mia, dove sei andata?
ombra, mia tenebra, dove ti sei cacciata?
Qui nessun segreto è troppo segreto…e poi

Alzatevi o spettri di cartone! Non lasciate che io muoia!

Non ora, al compimento dell’opera…ancora.