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Eric
sono come te, mio tenebroso amico,
mantello nero, fendente e oscuro,
che ti aggiri tra corridoi
sporchi e puzzolenti,
che cammini con fremiti e stenti.
Sono nati
Senza uso né naso,
senza fame e sapere,
e non ci è dato poter sentire,
il lato bello,
è nel fondo del lago nero,
e non lo trovi,
allora l’odio cresce, come un santo cattivo
e crea infiniti labirinti,
trabocchetti,
botole,
e stanze dei supplici,
in cui camminare e sbattere,
facce ai vetri,
e perdersi in allucinazioni d’insetti meravigliose,
e tutto questo è
l’unica curva di vita,
e non dà piacere perchè
è la sola cattiveria, direzione obbligata
che ci hanno insegnato,
le lacrime a un mostro
non si addicono
allora mi chiedo:
Perché piangi maledetto Eric?
Perché esiti?
Perché non hai paura dell’oscura morte
e la luce ti ammazza?
Eric inesistente, agghiacciante,
cattivo, sorprendente
larva morente,
giusto ma assente
dolce e inesistente
e la tua morte strappa il cuore
perché l’assassino si è assassinato
perché il tuo dolore non è stato amato
perché l’inesistenza scappa in una carrozza
nella terra di nessuno,
mentre la tua anima è diventata
qualcosa di troppo grande e bellissimo
per essere contenuta solo da un viscido
e putrido qualcuno
sussurriamo per l’ultima volta una frase
che cambia direzione e
che trasmetta viva follìa nella mente dei pazzi
Eric uccide ancora
e lo fa piangendo.

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