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Per non dimenticare
che a volte si ha voglia di ricordare,
cioè non ricordare
che le stelle su nel cielo
non sembrano milioni e milioni per tutti,
che il loro luccicare alto e meraviglioso
su un quadro bello e romantico
a volte ha vergogna
e si attenua di luce,
e non ricordare
che ci sono puri, candidi,
caldi, avvolgenti, morbidi,
soffici, larghi, aderenti
“marroni”
maglioni
di cachemire firmati
già, proprio”marroni”
e poi dall’altra parte
dello specchio girevole,
che si gira e non specchia,
strette e aderenti camicie
di polvere
che son strette, ma non ha importanza
perché alla taglia ci si adatta,
anche quelle sono firmate,
firmate di vivo e brillante rosso luccicante
e par quasi incredibile
che lì nel buio,
che è profondo si sa,
non risalti niente agli occhi.
Ed è proprio così perché
niente ne rimarrà, neppure un brandello,
e non ricordare
che nella foresta segreta
c’è un leone che si aggira
in grotte di marmo e
ruggisce solo a pagamento,
e non ricordare
che quello che si è buttato
dal quinto piano
l’altro giorno mi ha chiesto una
sigaretta per rilassarsi,
e non ricordare
che il pazzo è in giacca e cravatta
e non un vecchio
lasciato a morire dalla famiglia
in un manicomio,
che triste accende sigarette
schiacciate e spente,
e non ricordare
che due studenti
che fumano cocaina
nell’appartamento di nessuno
un giorno m’opereranno al cuore,
e non ricordare
che c’è il ricco e il povero,
bontà e cattiveria,
coglioni e pantaloni,
diarroici e stitici,
e che scrivere una poesia
non serve a niente
anzi…questo non ho proprio voglia di ricordarlo.

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