Sentimento sovrano

Molto tempo fa, quando ero un demone
ho incontrato il tormento, come in uno specchio, o un incubo,
sedeva a fianco a me, e mi guardava negli occhi mentre giocavamo,

a una sorta di roulette russa…

Eravamo su scale di povertà, al di sotto della gente, ma non importava,
poi vidi una sorta di scintillìo nei suoi occhi, e iniziai a scappare, e lui mi seguì
mentre i riflessi nella pozzanghera si schiarivano…

per dispetto una volta andò a letto con mia madre,
la vidi piangere nel letto, c’era luce nei suoi occhi: “mamma perché piangi?”- ”così!”, rispose,
e il tormento ripeteva: “perché?”, “perché?”

e sbattè la porta dissolvendosi in ricordi,
scappavo in piazza e lui mi seguiva ancora ciondolando dai palazzi
sopra le teste di spacciatori, come un’immensa lama,

lo vidi negli occhi di una donna del centro, vestita Gucci
una donna che difficilmente avrebbe trovato l’arma giusta per uccidersi,
e non le sarebbe bastato il terzo piano di un palazzo per dire che non aveva ali,

il tormento mi diceva di tenere lo sguardo basso,
perché se lo fissavo mi avrebbe accoltellato,
e così mi seguiva mentre scrivevo sui miei taccuini…

Mi seguiva quando con la testa rasata urlavo sui muretti, lui rideva
presi coraggio un giorno e mi ribellai
lo guardai e dissi: “perché!?!?”

Mentre il paesaggio assumeva colori che per troppo tempo mi erano stati negati…

Scivolò dalla poltrona e parlò: “guarda quel ragazzo, è un tuo amico
quando abbassa la testa e si porta le mani agli occhi
non c’è un perché, è solo luce che deve uscire; ora tocca a me entrargli nel cuore per un attimo”

Allora capii, e taqui…