Popolazioni indigene

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Ti piace l’idea di una rosa che galleggia in un fiume?
O vorresti solo il mio sconforto?
Forse ho altro da dare…

…diversificazione…

non bastano ottocento chilometri a lasciare indietro il passato,
mi racconti di te e della tua sfortuna?
Ho dei giochi da vendere…tutto a buon prezzo,

fallimentari giorni distrutti, feriti e cicatrizzati
nulla di irreparabile
sono solo scivolato via, come un idiota che cade nel Sole,

nei miei sogni ci sei tu
ma di cosa sto parlando?
Forse del solito sogno di marmellata fritta,

gradevoli stelle si confrontano austere nella volta celeste
qualcuna forse cadrà
no, forse fa parte solo del mio sbaglio in miglia,

il vento delle volte mi parla del cambiamento
e dice che a ogni brezza dovrei morire
in fondo è uno sconosciuto…non parlare agli sconosciuti

…alienazione…

grandi foreste di porcellana e statuine in cristallo pretendono vita,
so di non averne più , nonostante i loro lamenti insoddisfatti
qualcuno sta facendo davvero quello che stai pensando?

Comunque sia ho sconfitto un altro giorno
aveva un coltello, il solito giorno clandestino
delle grandi paure forse ne ha ammazzata qualcuna,

fratello, lo avevo detto che sarei rimasto solo
sulla soffitta di casa mia a discutere con la sfiga
e i suoi nani da compagnia

comunque oggi è il domani, dobbiamo essere seri
comunque mi è andata bene e sono ancora qui
comunque è morto il gatto senza una soddisfazione precisa…

…preludio…

il sapere, o il non sapere questa poesia, non ha importanza
per le popolazioni indigene.

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