Oltre la siepe

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Oltre la siepe c’è un’altro muro
più impervio,
sirene malformi descrivono sinuose nel traffico
la pericolosità
lasciano spazio a detriti o relitti
nella baia di Venezia
le maschere le ho viste spesso dimenticate
dal tempo diventano un viso, una personalità
un gioco, una condanna, qui nella terra delle maschere
tra gli spazi ci sono segmenti che sembrano persone
assomigliano a stuzzicadenti venduti nei centri commerciali
è qualcosa che compri ma se ne fa volentieri a meno
i gorni passano come diceva il poeta “in uno strano limbo”
a volte quei muri si assottigliano e si sentono le voci
voci di un aldilà che si preferisce ignorare
difficile ristabilire l’equilibrio
con il giorno domanda e la notte furtiva
molti non si preoccupano del gradevole odore; puzzerà?

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