Nota biografica

Graziano Polese, nato a Benevento il 22 Gennaio 1979, consegue il diploma di perito elettronico nel 1999 ; il suo approccio alla poesia comincia in giovane età influenzato dalle letture beat che accompagnano la sua adolescenza e che lo formano come poeta dallo stile anticonvenzionale: “Devo alla beat generation quell’ apertura mentale che mi ha permesso di varcare le soglie accademiche, che fanno apparire la poesia scialba e ripetutamente ridicola” – afferma Graziano in una nota inviata al suo editore – “La libertà nello scrivere è essenziale” – prosegue – “e molti, dietro i loro lustrini, non se ne accorgono”.
L’influenza della beat generation non si limita allo stile letterario ma diventa identificazione, filosofia di vita, quindi atteggiamento critico nei confronti della società contemporanea, che appare ai suoi occhi contraddittoria e priva di valori e riferimenti.
Comincia così a farsi strada quel senso di inadeguatezza, di non-appartenenza a questo mondo che trasparirà spesso dalle sue poesie e che troverà successivamente sfogo anche negli appunti di un  diario autobiografico, attraverso i quali Graziano si presenta anche come autore di prosa.

I suoi miti sono Jack kerouac, Allen Ginsberg, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti ma i suoi interessi artistici si estendono anche ai grandi del primo novecento come Luigi Pirandello, Jorge Luis Borges, Kalhil Gibran, Jean Paul Sartre.
Studia per qualche anno recitazione a Benevento.
Ama il fumetto, di cui colleziona rarità, e alcuni anime contemporanei dalla trama complessa come Full Metal Alchemist e Neon Genesis Evangelion; adora suonare la chitarra elettrica, e scrivere testi. Ascolta Nirvana e Smashing Pumpkins,
Ama il cinema d’autore, i personaggi profondi, tormentati, le storie di sofferenza, gli animi ribelli ed inquieti.

All’età di 22 anni è costretto a causa delle sue condizioni di salute a trasferirsi a Padova, dove tocca con mano l’opulenza e la frenesìa della vita di una città produttiva che non guarda in faccia a nessuno e che non offre spazio ai rapporti umani, “con le sue donne vestite Gucci e l’abitudine radicata di nascondere accuratamente la polvere sotto il tappeto” – come Egli stesso scrivee dove il suo tormento interiore si acuisce ulteriormente. Ma Padova gli offre anche la possibilità di frequentare il Circolo Letterario Caffè Pedrocchi, dove ha l’occasione di presentare e commentare pubblicamente per la prima volta le sue poesie e i suoi scritti.
A causa di condizioni di salute estremamente cagionevoli alterna periodi di fervida creatività a periodi di profonda depressione.
Pur entrando in conflitto con i poeti dell’associazione, ritenuti da Graziano troppo “ordinari” e attenti più alla forma che alla sostanza delle proprie creazioni, considerazioni esternate peraltro in una lettera aperta, nel 2006 convince la giurìa dell’associazione con la poesia “Discorso” che gli vale il Premio Pedrocchi Poeti Esordienti .
Nel 2007 il riconoscimento gli viene nuovamente conferito per la poesia “Luce e gravità“.

Questi risultati lo incoraggiano a proseguire e a preparare la pubblicazione del libro “Poesie dell’attimo” che raccoglie una selezione di poesie scritte tra il 2004 e il 2007, e a buttare giù i primi appunti di un diario autobiografico che vengono presentati ad alcuni editori col titolo provvisorio Alla fine dei sogni, lavoro che avrebbe dovuto fare da seguito alla sua prima uscita letteraria; il libro vede la luce dopo circa sei mesi di difficoltà varie e vicende editoriali discutibili, che lasciano intravedere i problemi che Graziano, come qualsiasi altro autore sconosciuto e poco incline al “corteggiamento” avrebbe incontrato sul suo cammino, e viene presentato nel Novembre dello stesso anno al Cafè au livre di Padova, col proposito di fare da lancio e preparare il terreno per la successiva pubblicazione del Diario.
Ma la presentazione registra una scarsa affluenza di pubblico, che testimonia la disaffezione della gente per l’arte e per gli autori emergenti.
E’ una delusione per Graziano, che va ad unirsi a quella per le successive difficoltà di promozione e vendita a fronte di una tiratura di sole 200 copie che pure vengono in parte acquistate dalla biblioteca del comune di Padova; tutto il progetto che punta anche alla pubblicazione del diario viene rimesso in discussione, e intanto deve fare i conti con un nuovo peggioramento del suo stato di salute.

Nel giorno del suo ventinovesimo compleanno, Graziano decide di porre fine alla sua vita.
Ai suoi sogni, ai suoi desideri.
Ma anche alle sue sofferenze, e alle sue delusioni.
Non apparteneva al nostro mondo, e questo era il suo modo per dimostrarlo.

Il suo diario resta incompiuto.

Nel Luglio dello stesso anno, nel rispetto di una Sua volontà precedentemente espressa, noi familiari abbiamo fatto in modo che la poesia “Luce e Gravità” partecipasse alla rassegna internazionale Padus Amoenus.
La poesia ha vinto il Premio Sissa, riconoscimento speciale alla memoria.

Nel gennaio 2009 l’Associazione Letteraria Caffè Pedrocchi ha pubblicato un’ antologia nella quale ha incluso tre poesie di Graziano tratte dal suo libro:

Luminescenze nel cielo

Stelle di carta

Il tutto

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