Introduzione

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Alla fine dei sogni è il titolo provvisorio di una serie di racconti che Graziano aveva cominciato a scrivere con l’intento di pubblicare un diario autobiografico, che aveva già sottoposto ad alcuni editori per una valutazione.
Il diario, ispirato dall’opera omologa The basketball diaries, di Jim Carroll, comincia idealmente durante il viaggio verso Padova, momento che sancisce un cambiamento profondo nella Sua vita, e si snoda in una serie di racconti resi con dovizia di particolari, sulla sua turbolenta giovinezza, trascorsa tra flirt ed esperienze forti, talvolta estreme, spesso sul filo del rasoio, che hanno come sfondo la cornice decadente e bigotta della provincia perbenista, dove i genitori, distratti ed illusi, sono abituati a pensare che i figli degeneri siano sempre quelli degli altri.
Graziano se n’è andato prima di poter portare a compimento la sua opera e vedere il suo progetto realizzato.
Nonostante l’incompletezza, quello che si può leggere è un sunto godibile, uno spaccato di vita scritto con uno stile scorrevole e incisivo, influenzato dalle letture beat, che analizza con sorprendente consapevolezza e lucidità gli errori commessi alla luce del “senno di poi”, e condanna senza appello e con crudezza di linguaggio, proprio quel microcosmo sociale dominato da figure perdenti e inerti, afflitto dalla depressione economica e dalla mancanza di futuro dal quale con tanta sofferenza si era allontanato per ricominciare.

Ho meditato a lungo sull’opportunità di pubblicare questi scritti, poichè essi racchiudono una parte molto intima e personale della vita di mio fratello, ma nel farlo credo di aver interpretato correttamente la Sua Volontà; Graziano era convinto che la sua vita meritasse di essere raccontata così com’è stata vissuta e per quello che ha rappresentato, per sè stesso, e per chi lo ha amato.

Per evitare speculazioni e implicazioni di qualsiasi genere, ho editato nella misura necessaria a rendere anonimi i luoghi e le persone di cui si parla.

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