In fondo

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In fondo ho ancora paura della madre,

il suo laccio
alla nascita non è stato reciso
fredda, si consola con il denaro: “mamma spegni il televisore ! ”

il padre, amico quando non si tratta di lavorare
e di odiare; il nuovo richiamo è lontano
quello che mi spinge è distruggere…

fratello, dove sei quando piango ?

non hai mai visto le mie lacrime.
Eppure
sono belle…

impazzisco dal volervi bene ogni giorno…
quello che mi spinge ad odiare e odiare ancora
sono le mie assurde crisi

ancora non me ne riesco a fare una ragione,

danno al cervello permanente
flebo ogni volta
il triste gioco è diventato condanna…

a volte ricordo quando stavo bene
la poesia non esisteva ancora, o non era cosi
importante

ora è la mia vita,
delle crisi assurdi al calar del sole,
che lentamente mi tolgono la voglia di vivere

Dio Cristo ! non ho ammazzato nessuno per meritarmi tutto questo!…

Eppure navigo ancora in acque color niente,
assieme a ciò che devo…
lei non esiste ancora, non c’è, è nella mia testa,

e mi chiamano pazzo,
e mi afferano alla gola
e muoio ogni giorno; per lei non è abbastanza,

non ho mai scelto l’amore; è un entità che mi si presenta alla porta
promettendomi grandi tesori
ma comunque è un segreto senza cui non vivrei…

i giorni mi stancano: sempre gli stessi
e io a sperare, sperare cosa?

Sono triste: poesia, tu che muori insieme a me,
sono triste
ragnatela e luce.

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