tanotte cerco il conforto della pioggia
vicino a queste finestre
nulla è lontano, nulla è vicino
tempo fa andavo in giro di notte a cercare coltellate
da balordi inviperiti
come mi sentivo vivo in quei giorni
residui del codice segreto dei samurai
o del vento che tormenta la fiamma
cadono finestre dal cielo
e con sgomento cerco di raccoglierle per dire
nulla è lontano, nulla è vicino
donne in minigonna consumavano nelle mie maldestre escursioni
qualcosa di sè
ancora non ho capito cosa,
non saprei sopportare tanta mascolinità sia dall’una che dall’altra parte
non saprei vergognarmi
e così mi trascino ancora dietro aneliti di purezza e perfezione
dove cade il Sole quando la notte
lo mangia così voracemente
forse nel mio tremore o nella mia paura?
Strette strade troppo viziate mentre muoiono angeli
che non sanno di esserlo
e non lo saranno mai,
ora conosco la povertà e la fortuna
chi ringraziare per questo
donna
voi saliti al cielo per speranza o cosa
è nel diluvio che vi desidero
ma aspetti solo i giorni tristi per raccontarli
e vomitando è come se dicessi: “ci sono anch’io”
ma nulla è lontano così tanto dalla terra e dal cielo
dimenticando l’immensità dell’Universo.


