Il treno

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Omini giocattolo corrono veloci con borse di ferro
sfaccendati eroi all’angolo della strada annientano il mondo
donne dalla pelle chiara vivono la notte più profonda…e…

Idioti in salotto, carpentieri, meccanici e artisti
segreti amori nella carrozza che gira il mondo
ai finestrini gente truccata in maniera vistosa guarda paesaggi infanzia…e…

soldati in fila, sapienti scienziati, arcieri e marmotte
alberi che parlano salutando gli dei del cielo
tutto gira nel vortice…e ancora….

Fanciulle vergini, dormienti, ragazzi matti
Ladri, fredde sirene, paurosi ragazzi adolescenti,
amici, nemici, chi ha vinto e chi ha perso la guerra, vanno via lontano nell’uragano,

distruggo così le cose, se me lo permettete
e salgo cavalcioni ai fulmini per andare in alto, sopra il tetto di questo guaio
sopra ogni sillaba che mi torna alla mente, come la più segreta serenità,

non sapevo che la gente facesse così male
non sapevo della donna e il cuore
non sapevo cavalcare quest’onda di carta,

il giorno ticchetta, e a ogni lancetta che si sposta un’esplosione
mentre mi irrigidisco come una salamandra
mentre l’ozono si assottiglia, o mentre i ghiacciai mangiano il Sole,

poi a un tratto…

…l’arcobaleno, già…quello che non ho visto mai…

si sale, si scende, lo uso come boomerang, e spero che torni indietro
e spero che viva più di me,
e spero, e spero ancora,

di tutto un groviglio di cose, è quando ti senti morto
è quando non vuoi esistere più
è quando io non voglio più niente,

è il giorno, è la notte
è l’inizio, è la fine
è un occhio chiuso e un occhio aperto,

…è la vita

e non basta una vita per viverla
un treno va via
e io guardo le rotaie…

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