Il primo bacio

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Fortunatamente a volte in quel paese capitava anche qualcosa che non comportasse fumare o bere, qualcosa di bello: Le ragazze.
La prima ragazza con cui sono stato fu un disastro completo, tipo piloti che si schiantano contro i grattaceli senza benzina di ritorno…
Era Domenica mattina, e stavo camminando per le strade del paese col Biondo; lo stavo accompagnando dalla sua ragazza, Ambra, che era andata in chiesa. La incontrammo a metà strada, ed era in compagnia di un’amica; il Biondo mi disse di provarci, ed io pensai: “Perché no!?? Dovrò pur iniziare da qualche parte!…”, quindi ci scambiammo qualche occhiatina; non era poi tutto questo granchè… non che io fossi un fusto, per carità…Fatto sta, che dopo qualche chiacchiera e qualche convenevole, l’appuntamento per il pomeriggio era combinato!
Così ci ritrovammo di nuovo lì, tutti elettrizzati, e non ci volle molto per avviarci in qualche posticino più isolato. Mentre ci spostavamo fui assalito da mille dubbi, e dissi al Biondo che non me la sentivo, che era meglio rinunciare, ma lui mi spronò ad affrontare la situazione, dicendomi che se non mi fossi fatto avanti, c’era Spillo che non aspettava altro…allora mi feci forza, e via, verso la fucilazione!
Arrivammo davanti ad una casa abbandonata; il Biondo e consorte dopo avermi dato l’ennesimo incoraggiamento sparirono sul retro, mentre io e la mia fucilazione ci sedemmo sulle scale davanti all’entrata.
Lei non parlava molto, allora io facevo delle domande banali tipo “che scuola frequenti?…” o “quanti anni hai??…“, e lei mi rispondeva; dopo un quarto d’ora l’effetto walkie-talkie mi aveva completamente mandato in tilt: ero lì che annuivo e facevo sorrisetti sforzati che sembravano smorfie di dolore; stavo flippando completamente quando fortunatamente gli altri decisero di passare, e ci trovarono come due che aspettavano l’autobus seduti su una panchina…
Le ragazze chiacchierarono un po’ tra loro; io e il Biondo chiacchierammo meno. Poi le coppie si ricomposero, e prima di sparire di nuovo, Ambra guardandomi gridò: “Baciala!”; così, io e il walkie-talkie ci sedemmo di nuovo sulle scale, e azzardai: mi protesi verso di lei, poggiai inavvertitamente la mano su un sassolino maledettamente tagliente, e resistendo stoicamente al dolore le chiesi se volesse baciarmi. Lei mi disse di sì, ed ebbi via libera. Labbra su labbra. All’inizio ebbi paura che volesse mordermi, e resistetti all’istinto di ritrarre la testa da tutto quel molleggiare di mandibole. Aveva gli occhi aperti, fissi su di me, che mi guardavano per un po’ e poi si giravano dall’ altra parte; sentivo il suo ansimare che aumentava e mi metteva un’ansia tremenda. Il suo profumo era dolcissimo eppure mi nauseava terribilmente…
Ci sganciammo, e le chiesi se le era piaciuto; lei annuì, ma credo che pensasse ad altro…
Sprofondammo di nuovo nel silenzio, mentre una pioggerellina sottile intristiva ulteriormente la situazione. Presi coraggio e la ribaciai. Più volte. Ci avevo preso gusto! …ma la sua bocca oltre a tastare la mia non sembrava adibita a nient’altro: non una parola di incoraggiamento, non mezzo complimento, niente di niente…
Le chiesi se volesse appartarsi con me, e lei venne; camminammo per una strada in salita, mentre la pioggia ci cadeva addosso, e arrivammo ad un muretto: le proposi di sederci e la baciai di nuovo, poi ci alzammo e le feci notare che avevamo il culo bagnato; lei annuì, il muretto era bagnato…
Raggiungemmo gli altri e li trovammo abbracciati; così l’abbracciai anch’io, per la prima volta, e la guardai intensamente; lei ricambiò, poi si voltò…
…tornammo a sedere sui gradini, lasciando Ambra e il Biondo lì sul retro, quando nell’ormai familiare silenzio spuntò un gruppetto di ragazzi provenienti dal paese. Non era una strada di passaggio: erano venuti lì appositamente per rompere i coglioni. Fecero alcune domande a lei e lei sembrò rispondere con molta naturalezza, poi cominciarono a prendermi per il culo e a mettermi in imbarazzo: cercai di rispondere sorridendo, quando potevo, per sdrammatizzare, ma ormai ero diventato paonazzo. Quando ebbero finito di divertirsi e di aver mandato all’aria qualunque grado di dignità esistente in me, andarono via…
Poco dopo rispuntarono gli altri due: si era fatta ora di andare. Mentre il Biondo mi confortava sull’accaduto, dicendomi che erano solo dei rompicoglioni, e che non ci dovevo far caso perché erano semplicemente gelosi della mia situazione, le ragazze si salutarono: fu solo allora che sentii pronunciare il suo nome: Lea.
Quello fu un’ altro calcio in culo…in tutto il tempo che ero stato con lei le avevo fatto non so quante domande ma avevo dimenticato di chiederle il suo nome…semplicemente il nome… scoppiammo tutti in una sonora risata, anche se a me non veniva poi tanto da ridere…
Il giorno dopo Ambra mi riferì che Lea voleva rivedermi, ma le risposi che non era il caso, allora iniziò a menarmela e avemmo un bel battibecco alla fine del quale se ne andò.
Ero in compagnìa dei ragazzi quando le due streghe rispuntarono per darmi, stavolta, il megacalcioinculo finale davanti a tutti, con Ambra che per farmi dispetto annunciò ad alta voce che non avevo baciato la sua amica con la lingua!
A quelle parole tutti si voltarono a guardare chi fosse l’uomo primitivo, e a stento si trattennero dal ridere.
Io, fino a quel momento non sapevo nemmeno cosa significasse “baciare con la lingua”, ed effettivamente realizzai che oltre ad aver dimenticato di chiederle come si chiamasse, avevo anche dimenticato la lingua nei meandri più profondi della mia gola…
Del resto nessuno aveva mai osato dirmi niente sull’”argomento Bacio”, ed io non avevo mai osato chiedere. Lo scoprii in quel modo, che mi sembrò allora l’esperienza più orribile che mi fosse potuta capitare.

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