I venti dell’oceano

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Esco per fissare i ricordi, nelle stanze segrete del mio cervello
vorrei trasformare le mie emozioni in verità,
comunque tutto si cambia in qualcosa da registrare,

l’ombra di un soldato è immensa e taglia di netto il mio passato
in fondo qualcosa esploderà
di per certo…

sugli uccelli che volano è scritto il nome e il ceppo di appartenenza
funzionano lo stesso, anche se non gli dai la corda
e volano via in nebulose di parole,

i palazzi al mio passaggio mi forniscono del dolore indispensabile
e a ogni mio passo perdo pezzi di cranio
e li ritrovo nel mio letto arroganti, come piccoli esseri di un altro pianeta,

sogno ancora del passato e di una morte priva
ma lo sconforto non funziona come una volta
cambiare? O dire che non ne posso fare a meno,

i cervi si fronteggiano, a chi spetterà il diritto al taffetà
in che modo il mondo mangerà cioccolato
per quanto tempo il fiume sarà malato ancora…e scorre

sono frammenti di speranza ciò di cui parlo, ma la natura non sembra ascoltarmi
ha altro da fare e forse vuole che io mangi più uova al cioccolato o chissà cosa e
mentre mi appresto mi accorgo della rovina di tutto…

scopando con ragazze bellissime, cloni delle star di una volta
i potenti mi dicono che è una sorta di premio
e io accetto volentieri di perdere l’amore per questo,

distrutti i legami non ho più niente da perdere, e canto,
canto in una lingua straniera, per decidermi a morire,
la vicina è di nuovo nella mia casa

i frammenti della casa sull’albero li ho visti
era come se avessero tagliato la mia infanzia di netto
pretendevano un premio, io gliel’ho dato così, così, proprio così…

questo è il mio mondo, una sorta di assurdità
qualcosa di mutevole che cambia e mangia i miei ricordi a colazione
questo è ciò che conosco in segreto, questo è il mio Graal

delle volte sento amore ma non posso permettermelo, sono povero e ho paura
i giorni d’amianto, respirare in essi
giorni che freddi diventano segreti e insapore…l’oceano è a ovest…più in là.

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