Derisione

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Sei il padrone, questo ti rende superiore
i miei versi si incastrano tra le scale, non riescono ad entrare nella porta
è difficile il percorso,

che gli uomini siano di latta non conta più
non conta il grigiore di borse troppo ben preparate
o vestiti troppo firmati; l’ansia è di moda,

società superficiale dove la donna scopa e ha un posto di rilievo
che rilievo è?
Dove sono i nuovi nati beat per deridere e distruggere questi assurdi perché?

Lontano da me in scatole si consuma il dittatore
come dovere
come sogno,

al di là non c’è niente che intoni una marcia solenne
magari funebre, magari trionfante
l’idea sarebbe non arrendersi,

la lotta è nelle scatole, tutto là
poi qualcuno intona versi, morirà per comprenderli
tanto sono astrusi e di bell’aspetto,

non dorme il sovrano
non dorme e non mangia
il vecchio re dai lati imperfetti

appena scompare il mondo intono un verso
mentre lui ride dei dissapori
o della mia prepotenza,

i giorni qui non assomigliano a niente
c’è solo il denaro sovrano
la bellezza è dei ricchi…non lo sono mai stato

mentre le giostrine si assottigliano per lasciare lo spazio a fuoriserie
io sogno un aeroplano…di carta.

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