Dai tremendi sogni

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Quanto mi ha insegnato la desolazione
ho strani ricordi di essa, ricordi su cui ho speso molti anni della mia vita
tranciava di netto i significati del mondo,

poi correva via e si nascondeva nel mio silenzio
non dava mai niente per scontato
specialmente quando mi ritorna in incubi labirintici,

la gente non si accorgeva della desolazione
a molte persone che ho conosciuto non importava, si nascondevano in essa
cresceva sui loro indumenti come muffa…in alcuni vedevo le oreccchie d’asino,

anch’io per molto tempo l’ho ignorata
lei pagava sempre in monete specchio
che era meglio non guardare,

così correvo ridendo per le strade
mentre il paesaggio mutava assumendo toni apocalittici
e lentamente anche la morte si faceva strada nei pensieri del bambino,

qualcosa che ti fa crescere in fretta…

non capivo mai le lacrime nel vento dove realmente andassero a finire
forse in luoghi lontani o negli occhi di donne streghe
o nelle fughe da cattiverie fuori luogo,

i miei genitori non erano presenti
non in quel luogo
non in quello spazio
non in quel tempo

mi accorgevo di alcune stelle che bruciavano di più
o di un immenso paesaggio giocattolo che ammiravo dal tetto di casa mia
non c’era una fine dove si baciavano cielo e montagne,

molti fuggono per vedere il mondo, altri lo trovano, o credono di trovarlo
altri ancora non mangeranno mai abbastanza carne umana,
è come essere travolti da qualcosa che è un’immensa verità,

e non puoi farci niente…

ruggine.

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