Che strano rumore

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Sono così felice di averti incontrata
domani perciò andrà meglio
tra segreti abbracci,

dovunque vado io amo
dovunque vado io mi strofinerei
dovunque vado ho dolore,

guardo saette per dire che ho visto le stelle
e non so dire altro
e di notte sono freddo,

le gradevoli stanze d’addio
sapere che dentro ci sei, sì, dentro la mia testa
dentro il mio cuore, che fa rima con altrove,

ho distrutto ogni cosa che ti riguardasse
ma vivi ancora “dichiarazione d’amore?”
e oggi ti ho incontrata nei deliri e nelle fosse di cimiteri ormai destinate a…

delle profonde crepe sono apparse sulla mia fronte
da cui uscivano silenzi e elefanti morti per l’avorio
quel bianco…quel bianco, quel nero…quel nero,

indossavo maglioni di spettri quando ti ho amata
e avevi anche tu una faccia tumefatta per la vergogna
e avevi un cuore…quello è rimasto,

come eri bella quando fumavi le gustose sigarette
con il turbante, ma in fondo non mi ami lo so
me lo hai confessato nella mia foresta vergine…ahimè

fraterne ossessioni ci accomunano e ci rendono schiavi l’uno dell’altra
ma cosa starò dicendo, parlo forse della Luna d’agosto
e dei leoni dormienti…felini anch’essi…

Amare è una grande cosa, ricordalo
è come quella scala…sì, quella della distinzione tra vita e morte,
tralasciando le mie battute goffe…cosa importa…

amo la donna che sa amare
amo lo specchio dell’anima
io ti amo…

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