Cara mamma,
Ricordi quell’ago che incombeva sulla mia testa?
E forse sulla nostra famiglia?
Tu lo hai afferrato quell’ago, con forza maggiore
anche papà è rimasto stupito di quel fantastico contrasto
è con l’amore che si rammenda il buco maggiore e tu l’hai fatto
proprio in questi giorni che la vita mi sorride
mentre il male mi mangiava, la tua curva schiena sopportava il peso dell’ago
ricordi quando l’accarezzavo?
E ora so il dolore e l’essere diventato grande
passi felpati durante la notte, dopo il lavoro per sostenere l’ago
la sua forza, e tu non cedevi mai
mi hai cambiato la vita
ma questo non basta
rivoltare l’ago è simbolo di forza e di fortuna
ancora una volta madre
ancora una volta padre
il risultato che aspetto è anche vostro, cosa credi mamma, vi spetta di diritto
dove l’ago rammenda trovo pace e lacrime da regalare
il fiore cammina sempre a testa alta, ricordalo mamma…


