Arrendersi

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Oltre la stanze bianche c’è il niente
scappare?
Intendere una fuga

mentre penso a come morire
in marciapiedi solitari e senza vita
mentre madre e padre pensano alla TV e i suoi talk show

miliardi di persone si riversano nell’abisso
marciano solenni nell’indifferenza
sapendo dello sballo e del morto che non son io

da una cella a un’altra cella
non si scappa facilmente mentre tentano di cibarmi di essenze al niente
e non tentano di salvarmi quando io muoio,

si allarga l’orizzonte con porte elettriche, prima che si chiudano
nessuno mangerà,
poi si va oltre verso una prospettiva più crudele e profonda,

i germogli di filo spinato
costringono il cammino separato da una persona all’altra
e politici dicono si e no a seconda della potenza di un’esplosione,

sono passato nei salotti, tutto quello che ho trovato è squallore
i miei amici sono in macchine in affitto
e la loro amicizia dipenderà dalla botta nel cervello…

…beati gli invitati…

scompariranno dopo, in case poco arredate
con bambini che diventeranno come loro
e siederanno accanto al dio frusciante per il tempo a loro dato…non è molto

respiro così il mondo dell’oscena città
e la compassione mi prende ai rossi dei semafori
quando un tutt’uno diventa…bellezza.

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