5- Tutte le poesie

Sei il padrone, questo ti rende superiore
i miei versi si incastrano tra le scale, non riescono ad entrare nella porta
è difficile il percorso,

che gli uomini siano di latta non conta più
non conta il grigiore di borse troppo ben preparate
o vestiti troppo firmati; l’ansia è di moda,

società superficiale dove la donna scopa e ha un posto di rilievo
che rilievo è?
Dove sono i nuovi nati beat per deridere e distruggere questi assurdi perché?

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Quanto mi ha insegnato la desolazione
ho strani ricordi di essa, ricordi su cui ho speso molti anni della mia vita
tranciava di netto i significati del mondo,

poi correva via e si nascondeva nel mio silenzio
non dava mai niente per scontato
specialmente quando mi ritorna in incubi labirintici,

la gente non si accorgeva della desolazione
a molte persone che ho conosciuto non importava, si nascondevano in essa
cresceva sui loro indumenti come muffa…in alcuni vedevo le oreccchie d’asino,

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Sono così felice di averti incontrata
domani perciò andrà meglio
tra segreti abbracci,

dovunque vado io amo
dovunque vado io mi strofinerei
dovunque vado ho dolore,

guardo saette per dire che ho visto le stelle
e non so dire altro
e di notte sono freddo,

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Cara mamma,

Ricordi quell’ago che incombeva sulla mia testa?
E forse sulla nostra famiglia?
Tu lo hai afferrato quell’ago, con forza maggiore

anche papà è rimasto stupito di quel fantastico contrasto
è con l’amore che si rammenda il buco maggiore e tu l’hai fatto
proprio in questi giorni che la vita mi sorride

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E concentrato fuori un groviglio
di adolescenza mai vissuta
macchine troppo bianche in questa città

si stendono veli che non sai, ricopriranno tutta la tua vita
aquiloni alti dipinti di sangue
un sangue che, e dei ragazzini senza madre,

soli come un seme che geme
invischiati in troppi perché e troppi pianti,
la madre dov’è?

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Difficile essere di questi tempi
mentre qualcuno si smembra senza aver chiesto
il permesso ai suoi genitori

il parco giochi è vuoto, è vuoto ancora
giostrine in fiamme?
O semplicemente diserzione dal gioco,

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Oltre la stanze bianche c’è il niente
scappare?
Intendere una fuga

mentre penso a come morire
in marciapiedi solitari e senza vita
mentre madre e padre pensano alla TV e i suoi talk show

miliardi di persone si riversano nell’abisso
marciano solenni nell’indifferenza
sapendo dello sballo e del morto che non son io

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In nome del padre, si fanno tante cose;
in nome della madre, si fanno tante cose;

il fratello o la sorella per intenderci,

severo il padre, ma giusto;

la famiglia si estende al fuoco, all’aria, alla terra, e infine al vuoto.
…non ne ho tenuto conto.

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Di cosa farneticavi, di amore incompleto
io preferisco lo strazio
di quell’ardore a pagamento,

dicevi del giorno e della notte
poi il fiore s’assopiva e restava l’ombra
e la luna incombe…

Dietro i giardini spio gli amanti o alto fino ai grattaceli
lì costa molto essere poeta vero?
Le fantasie di un ragazzo come volano alte…

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Ogni giorno può cambiare
dietro quelle lacrime da zozzo
marciapiede che non devo a nessuno

alzerò lo sguardo verso palazzi che non mi appartengono
e mi appartengono
come aquile rese invincibili da una maledizione,

troppo il sangue che ho sparso sorridendo
alla fine della strada è qualcosa che cambia
allo stesso tempo mangia la mia testa, come gentili donzelle sirene

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