X21

Sto diventando grande, facendo passi da adulto. Quanto male alle gambe, quanto dolore lì, dietro alle spalle. Ho sentito crescere e morire la mia pelle di cristallo e  diventare polvere nera, eppure non si arrende la virtù che rende la poesia lieta.

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X20

Dall’alto di una montagna guardo il mio passato. Sono sopra alle nuvole, quelle nere. Potevo ammirarle con parole vere. Non dimenticherò mai le mie nuvole. Non dimenticherò mai le mie montagne.

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X19

Il blu delle stelle sanguinerà in mondi diversi, ma solo per farsi capire.

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X18

È tutto fermo, le macchine si sono bloccate. E’ il silenzio, si sentono le urla del responsabile della catena di montaggio,

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X17

Le risa intorno mi sfuggono, come templi dedicati al niente. Sono qui ad ascoltare l’umanità gemente. Sono qui nelle viscere del mondo, estraneo e straniero, a guardare senza un odore che mi faccia ricordare. Ora sono qui, chiesa sconsacrata, a maledire le mie virtù di vita sventurata.

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X16

Sopra l’Universo è il balcone di casa mia, è da qui che ricamo versi sulle foglie degli alberi,

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X15

Bizzarre donne esistono lì nell’ oscuro, donne forti, che per uomini senza sogni sono il futuro.

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X14

Vedo immagini sdoppiate davanti agli occhi, come luride insegne al neon. Un fiore lì a fianco, dall’asfalto mi grida da paura, nelle orecchie, che esiste il mondo.

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X13

I marciapiedi, lunghe strisce di niente, ci spìano nel nostro movimento. Tu, pezzo di cemento, guardi il mio lamento. Tu, pezzo di cemento, sei immobile nel tuo spiare contento.

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X12

Mentre camminavo, una cartaccia camminava come sui vecchi marciapiedi di vecchie ossessioni. Mentre camminavo, solo una cartaccia, sguardo severo, mi teneva compagnia.

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