2- Poesie senza titolo

C’è una statuina di porcellana
che danza in una stanza nera.
Un carillon che suona
e una luce lunare
che penetra dalla finestra.
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Quella rosa,
in mezzo al palcoscenico
di sigarette,
mi gridò contro
e mi disse:
Cosa ci faccio qui?
La alzai dal portacenere,
e il vento fece il resto.

Statue di vetro
stanze di vetro
occhi di vetro.
E tu ritto a pensare:
Colpiresti il mondo nel suo punto debole,
o lo ammazzeresti senza pietà?
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Stanza di metallo,
invincibile, luminosa,
poi è spento.
E sento solo il ronzio
della testa.
Capiremo il Sole
quando ci servirà,
e poi giocheremo
con biglie di vetro
spaccate,
sapendo di non perdere,
ascoltando
una voce da adulto.

Quei tetti rossi,
quella stanza a colori,
eppure esiste un genio
che governa l’odiata
aritmetica delle cose.
Il mio cervello
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E’possibile che
sia davvero tutto così?
Mi chiedo,
domanda infinita,
non so cosa toccare
l’unto lo senti subito,
tutto così dannatamente
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Mi hai ingannato
spettro di vetro,
come te tanti altri,
come me tanti altri,
non sai aspettare,
non hai pazienza,
la vita è pazienza.
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Mi affido
a te, poesia,
puttana di parole,
per scrivere la nostra
ossessiva dimensione.
Ascolto il cielo
quando spero,
in un posto migliore,
che non sia una prigione.
Ascolto il sogno,
bisogno,
che mi assilla
come una tremenda
scimmia sulla spalla.

Amico senza occhi,
quanto tempo
ti ho cercato,
per non guardare
i miei mali,
per non guardare
i miei vizi.
Che siano solo pregiudizi?
Che siano solo pregiudizi.

Queste schegge
d’angelo,
che mi volano addosso,
mi danno granchè
da pensare.
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