Prefazione

febbraio 22nd, 2009 § 0 comments § permalink

A cura del prof. Cristiano Mazzanti

Il finale di Zibriskie point con l’urlo squarciato dei Pink Floid: ritmo tellurico di una “totentanz” che porta a cavallo della galoppata di pagine l’ombra del teschio incombente sui versi di Ginsberg. Il “cemento gigante” magia la strada di Kerouac scolpita da polvere meridionale e dalle “scarpe fritte ” di Gregory Corso, l’ autore poeta liquidolisergicoapocalitticomordace, con “forse il solito sogno di marmellata fritta”. “Io sono felice di essere polvere”. Memento pulvis es …, denuncia totale fino alla polverizzazione con crudeltà, di cristallo della decomposizione, “tra furgoni di metallo / e discoteche da sballo”. lo stile caleidoscopico con reiterazioni ed elencazioni paratattiche registra le combinazioni degli assurdi che a volte si legano con una rima per remare lungo la strada, sapendo che non arriverà mai “il cavaliere dell’armatura di carta ” con le insegne di Godot.
Fra le “rose esplosive” vengono colti specchi chapliniani di sguardi di cani con pelo lunare forse in cerca delle “carrozze per andare in paradiso” che si trasformano in carrozzine dove navigano i sogni di un infanzia ancora galleggiante nel liquido amniotico dei ricordi ingordi e dei morsi dei ricordi. Anche il tempo viene inghiottito con golosità cannibalica dagli incubi che segmentano la notte in cerca del “Tutto” che riassume la vita alla finestra del vivere.
Queste non sono poesie da salotto con cuscini roccocò : sono scritte con la pelle e con i nervi nello scavo esistenziale con denuncia svenata che si dissangua di fronte ai meccanismi gelidi delle mani meccaniche che stritolano la nostra cultura in senso antropologico. Nessun migliore commento delle parole di William Carlos alla prefazioni di Howl, “juke box all’ idrogeno” : “Signore, alzatevi le sottane, siamo per scendere all’inferno !”, e dopo il tunnel magnetico dei versi, veloce e spietato come il treno descritto in una composizione di fuga, il lettore scoprirà una luce catartica per prendere distanze da convinzioni e convenzioni.

Cristiano Mazzanti

In fondo

febbraio 21st, 2009 § 0 comments § permalink

In fondo ho ancora paura della madre,

il suo laccio
alla nascita non è stato reciso
fredda, si consola con il denaro: “mamma spegni il televisore ! ”

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Paura

febbraio 21st, 2009 § 0 comments § permalink

Si prospetta una lunga notte di paura
le stelle strane che la crisi mi riporta davanti agli occhi
le riconosco,

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Foulard

febbraio 21st, 2009 § 0 comments § permalink

Quando passa il treno proietto la mia ombra sulle rotaie
sperando che il risucchio del vento mi distrugga,
o mi porti via da questo posto,

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Popolazioni indigene

febbraio 21st, 2009 § 0 comments § permalink

Ti piace l’idea di una rosa che galleggia in un fiume?
O vorresti solo il mio sconforto?
Forse ho altro da dare…

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Ghiaccio e fuoco

febbraio 21st, 2009 § 0 comments § permalink

Fa freddo in questa città, o in questa casa
che chiami giovinezza

fredde parole, freddo suono, fredde persone, freddo parlare

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Bancarella

febbraio 21st, 2009 § 0 comments § permalink

So che devo scrivere, non sono un poeta o un angelo di carta
so che devo qualcosa a qualcuno
so che il regno dei cieli non è per tutti,

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A caccia di angeli

febbraio 21st, 2009 § 0 comments § permalink

E’ inverno, e racconti le storie di calore intenso
viaggi nell’apocalittica autostrada per cercare un posto
che sia più vicino possibile a te,

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Altrove

febbraio 21st, 2009 § 0 comments § permalink

Questa è la ricchezza che conosco
fa parte di un Sole impallidito d’inverno
assieme a tanti lupi che ululano alla Luna,

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Apritevi idioti!

febbraio 21st, 2009 § 0 comments § permalink

Apritevi idioti!

Spalancate gli occhi!
Perché il tempo più tremendo
è quello dei folli.

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