Sulle orme di Kerouac

Nel gennaio 2008, in una gelida e assolata giornata d’inverno, mio fratello Graziano si è tolto la vita.
Amava scrivere poesie.
Le ho raccolte qui, per onorare la sua memoria e insieme, esaudire il suo più grande desiderio: farle conoscere.
Ho dato simbolicamente al blog Il titolo del suo libro di esordio, Poesie dell’attimo, che raccoglie solo una minima parte della sua produzione letteraria, e non necessariamente la più bella o significativa. La mole di materiale inedito è relativamente vasta e comprende oltre alle poesie, raccolte in Antologia, anche alcuni racconti di vita giovanile che avrebbero dovuto essere pubblicati in un diario a cui era stato dato il titolo provvisorio “Alla fine dei sogni“.
Lo scopo del blog è quello di presentarVi queste opere.
Mio fratello non amava il verseggiare sterile che si compiace di sè stesso, e questo era stato spesso motivo di conflitto con i poeti dell’associazione letteraria con i quali condivideva questa sua passione, ma anche il motivo per il quale è stato comunque amato ed apprezzato come artista e come persona, al di là di tutto. Il Suo stile, influenzato dalla cultura beat, è  essenziale, irriverente, e decisamente anticonvenzionale:
“Queste non sono poesie da salotto con cuscini roccocò: sono scritte con la pelle e con i nervi…”– scrive il prof. Mazzanti nella prefazione del suo libro.
Le sue poesie rappresentano delle “istantanee sentimentali”; catturano l’attimo irripetibile, l’emozione del momento, come preziose fotografie dell’ anima, e lo fanno gridando tutte le emozioni che si possono provare nel corso di una vita.
Vi parlo dettagliatamente di Lui nella Nota Biografica, dove avrete modo di conoscere meglio anche quello che è stato il suo percorso formativo. Per il resto, lascio la parola al Diario, che vi darà modo di conoscere anche il Suo non facile universo emozionale e le difficoltà che hanno costellato la Sua vita di persona comune dal coraggio non comune.

Faccio tutto questo senza pretesa di eccellenza, non appartenendo a quello che era il Suo mondo;
spero di essere all’altezza del compito, e che Voi che leggerete possiate apprezzare e a Vostra volta divulgare.
Mio fratello non avrebbe voluto che questo fosse un luogo dove compiangere la sua perdita, ma al contrario, un posto dove celebrare la vita attraverso i suoi scritti, e la Poesia in particolare:

“Che la poesia sia il più bel tema, lontano da pellicce e taffeta, e spero di regalarvi, non gradevoli attimi, ma immagini che lascino il segno, come fenditure nella terra da cui nascano fiori”

Così scriveva Lui nella nota introduttiva al libro.
E questo è lo spirito con cui vorrei che leggeste, augurandomi che sia per tutti un’esperienza carica di coinvolgimento ed emozione.

Daniele

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